1. Come implementare un deposito digitale affidabile? Piccola rubrica archivistica.

1. Come implementare un deposito digitale affidabile? Piccola rubrica archivistica.

 

Un conservatore permanente, che svolge una regolare programmazione a lungo termine di auto-valutazione e di verifica esterna, sia del proprio sistema di conservazione che della struttura organizzativa, può realmente imporsi come un deposito digitale affidabile e fidato, dimostrando che i contenuti informatici che conserva non sono sottoposti a minacce di alcun tipo.

 

  • Ma come fare, quali strumenti usare per auto-valutare la solidità della propria organizzazione e del servizio offerto?

 

Uno strumento utile allo scopo è lo standard ISO 16363:2012 - Space data and information transfer systems - Audit and certification of trustworthy digital repositories che offre una prassi raccomandata sulla quale basare il processo di audit e di certificazione, al fine di valutare l’affidabilità di un deposito digitale, conforme allo standard ISO 14721:2012 – Open Archival Information System (OAIS) reference model, grazie ad una struttura gerarchica dei requisiti e ad una metrica di valutazione accompagnata da esempi concreti di modi in cui la conformità può essere dimostrata.

 

  • Due parole sulle origini dello standard 16363.

 

Lo standard 16363 è nato, su iniziativa della Research Libraries Group (RLG) e della National Archives and Records Administration (NARA), l’amministrazione archivistica statunitense, come strumento volto a fornire linee guida per normalizzare i processi di valutazione a fini di accreditamento e di verifica della qualità di un deposito digitale.

Già negli anni ’90 venne creata una Task Force on digital repository certification con l’obiettivo di:

  • Stabilire una struttura di attributi e responsabilità per depositi di diversa dimensione e contenuto
  • Dettagliare un elenco di raccomandazioni per le azioni future in tema di certificazione e auditing
  • Prevedere un processo atto alla verifica di qualità dei depositi digitali e dei modelli per sostenere reti e servizi di cooperazione.

Coerentemente al modello OAIS, nel 2007 fu pubblicato il documento contenente una checklist dei parametri essenziali individuati dalla Task Force per assicurare la certificazione di un deposito: Trustworthy Repositories Audit & Certification (TRAC): Criteria and Checklist.

Sulla base degli sviluppi innovativi tratti dal TRAC, nel 2011, per iniziativa dell’agenzia aerospaziale Consultative Committee for Space Data Systems (CCSDS), vennero pubblicate le raccomandazioni CCSDS 652.0-M-1– Audit and Certification of Trustworthy Digital Repositories, recepite nel 2012 dallo standard ISO.

 

  • Lo standard si divide in 5 sezioni:

 

  1. Introduzione
  2. Panoramica dei criteri di audit e certificazione
  3. Infrastruttura organizzativa
  4. Gestione degli oggetti digitali
  5. Gestione dei rischi in relazione alla infrastruttura tecnica e alla sicurezza

È corredato da due allegati, uno di carattere normativo contenente considerazioni relative alla sicurezza, l’altro di carattere informativo contenente i riferimenti bibliografici.

Le prime due sezioni introducono all’ambito concettuale di riferimento e accennano a questioni progettuali e terminologiche relative alla certificazione. Le sezioni da 3 a 5 sono suddivise in base alle funzioni e fanno chiaro riferimento allo standard OAIS. Forniscono le metriche suddivise ,secondo una struttura gerarchica, in una o più sottosezioni, per le quali un deposito digitale può essere valutato. Si riferiscono alla infrastruttura organizzativa, alla gestione degli oggetti digitali, alla gestione dei rischi dell’infrastruttura e della sicurezza.

 

Nei prossimi appuntamenti, analizzeremo nel dettaglio la metrica 3, che fornisce misure di valutazione dell’infrastruttura organizzativa:

3.1. Governance e solidità organizzativa

3.2. Struttura organizzativa e gestione del personale

3.3. Responsabilità procedurale e politica di conservazione della struttura

3.4. Sostenibilità finanziaria

3.5. Contratti, licenze e vincoli