Pa e Archivistica e Capitale Umano.

Pa e Archivistica e Capitale Umano.

 

La digitalizzazione richiede inevitabilmente la rivalutazione dell’archivio, intesto come sistema di gestione documentale e documentario, quale fonte primaria di legalità, partecipazione democratica ed espressione dei diritti primari e fondanti della nostra società.

Come ci siano attrezzando? Quali sono gli scenari normativi? Quali sono i ruoli fondamentali?

Il 1 ottobre 2018 è stata emanata la circolare n. 3 dal ministero della funzione pubblica con la quale il Ministro Bongiorno “lancia” un monito alle PA per dare seguito urgentemente alla nomina del Responsabile per la Transizione digitale (RTD, art 17novellato da dlgs 179/2016) ed,  in generale all’attuazione delle norme e dei principi fondamentali  del CAD – trasparenza, efficienza ed efficacia- quali principi fondanti dell’azione amministrativa.

La circolare evidenzia il ruolo strategico assegnato all’ufficio dirigenziale preposto, sottolineando  “la volontà del legislatore di ricondurre immediatamente al vertice dell’amministrazione la governance- intesa come attività di indirizzo, coordinamento e correlata responsabilità del Paese al digitale, […].” e come “ il legislatore attribuisce ai compiti demandati al RTD una valenza strategica tale da imprimere ai relativi obiettivi una derivazione diretta da parte del vertice politico che trova immediata espressione nella direttiva generale per l’attività amministrativa, successivamente da declinarsi nella programmazione strategica e operativa delineata nel piano della performance”

La valenza della circolare va considerata anche alla luce della Relazione svolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta , sulla “digitalizzazione nella pubblica amministrazione italiana: analisi degli errori e valutazione delle priorità, dall’efficacia degli strumenti all’importanza del capitale umano”, del 26 ottobre 2017, dalla quale emerge un quadro non esaltante sia in riferimento alla nomine dei RTD che agli skill professionali e curriculari dei funzionari nominati: la relazione parla di “un ingiustificato ritardo verso un adempimento obbligatorio, entrato in vigore dal settembre 2016, circostanza che ha messo un luce un diffuso livello di inadempimento della legge da parte delle amministrazioni”.

Il quadro delineato dalla commissione fa emergere “un’amministrazione che viaggi a due velocità: da una parte il front office che fa registrare risultati perlomeno soddisfacenti, di contro il back office, che evidenzia tutta la difficoltà delle amministrazioni nell’utilizzo dell’ICT nei processi interni. [..] E’ apparsa chiara una serie di problematiche comuni […] relative ad una ingiustificata reiterata inadempienza delle disposizioni contenute nel CAD. Le dichiarazioni rilasciate in audizione fotografano una pubblica amministrazione che si affida ancora ancora troppo alla carta, […], la cultura analogica dell’amministrazione novecentesca, diffusa tra i funzionari e i dirigenti pubblici [..] diffonde ritrosia nell’utilizzo della firma digitale ed impedisce la completa produzione dei documenti nativi digitali”

Il richiamo del Ministro non vuole, quindi, essere un richiamo alla “sterile” attuazione di una norma, ma il richiamo ad una nuova visione culturale e strategica dell’azione amministrativa ,“volano” di una continua e progressiva “democraticizzazione”, di una partecipazione attiva al cambiamento dei cittadini e di riorganizzazione della attività delle PA che possa effettivamente e fattivamente realizzare gli obiettivi definiti all’art. 12 del cad: “efficienza, economicità, imparzialità, trasparenza, semplificazione e partecipazione nel rispetto dei principi di uguaglianza e di non discriminazione, nonché l’effettivo riconoscimento dei diritti dei cittadini e delle imprese” e ribaditi all’art.14 -bis dove l’organizzazione della pubblica amministrazione e il suo rapporto con  i cittadini e le imprese deve avvenire “ nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità e trasparenza e secondo criteri di efficienza, economicità ed efficacia”.

Prendiamo in considerazione i compiti affidati al RTD, in particolare la “pianificazione e coordinamento del processo di diffusione, all’interno dell’amministrazione, dei sistemi di identità e domicilio digitale, posta elettronica, protocollo informatico, firma digitale o firma qualificata e mandato informatico, e delle norme in materia di accessibilità e fruibilità nonché del processo di integrazione ed interoperabilità tra i sistemi e i servizi dell’amministrazione”

Valutando tali compiti alla luce del Capo III “Gestione, e accessibilità dei documenti e fascicoli informatici, conservazione – Sezione I – Documenti della pubblica amministrazione  e quelli indicati dalla circolare , in ragione della trasversalità della figura “ d) l’adozione dei più opportuni strumenti di raccordo e consultazione del RTD con le altre figure coinvolte nel processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione (responsabile per la gestione, responsabile per la conservazione documentale, responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, responsabile per la protezione dei dati”, si rende evidente come la digitalizzazione della PA, quale strumento di applicazione dei diritti previsti dal cad e dalle norme costituzionali ivi richiamate, passa inevitabilmente da un ripensamento culturale della gestione documentale, della sua complessità e della necessaria compresenza di figure professionali altamente specializzate (ICT manager, responsabili della gestione documentale/archivisti, esperti di informatica giuridica e di diritto dell’informatica etc).