Il Trattamento dei dati ex Dlgs 101/2018: Il segreto è Archivistico.

Il Trattamento dei dati ex Dlgs 101/2018: Il segreto è Archivistico.

 

Il 19 settembre è entrato in vigore il Dlgs 101/2018!

Il decreto  adegua il contesto normativo nazionale al regolamento europeo 2016/679: i testi di riferimento sono, ora, il citato regolamento europeo ed il dlgs 196 novellato dal dlgs 101/2018. Uno degli aspetti di rilievo del codice novellato, su cui vogliamo soffermarci data la nostra mission aziendale, sono le disposizioni relative al trattamento dei dati, la cui finalità ne costituisce la stessa legittimazione, individuata nel perseguimento dell’interesse pubblico ovvero nell’esercizio di pubblici poteri (Titolo VII artt 98-102): per questi procedimenti non è richiesto il consenso dell’interessato e la loro base giuridica  risiede nel

“diritto dell’unione, ovvero nell’ordinamento interno, da disposizioni di legge, o nei casi previsti dalla legge, di regolamento che specifichino i tipi di dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e il motivo di interesse pubblico rilevante, nonché le misure appropriate e specifiche per tutelare i diritti fondamentali e gli interessi dell’interessato”.

Nota di rilevo è che il trattamento deve, comunque e sostanzialmente, essere proporzionato all’obiettivo perseguito.

Approfondendo,  tra i trattamenti di interesse pubblico rilevante si sottolineano  i

trattamenti effettuati nel pubblico interesse o di ricerca storica, concernenti la conservazione, l’ordinamento e la comunicazione negli archivi di stato negli archivi degli enti pubblici, o in archivi privati dichiarati di interesse storico particolarmente importante, per fini di ricerca scientifica, nonché per fini statistici da parte di soggetti che fanno parte del sistema statistico nazionale”.

 

Enfasi quindi sul valore rivestito dagli archivi nella loro funzione culturale ed amministrativa , sulla funzione di interesse pubblico che riveste l’archivio quale attestazione dell’azione amministrativa e sua testimonianza storica.

Inoltre, il richiamato Titolo VII del codice rubrica i “Trattamenti a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici”, che possono essere effettuati anche oltre il tempo necessario al conseguimento dello scopo per cui sono stati raccolti.

Alla loro conclusione come vengono trattati i dati?

Ai fini dell’archiviazione , o per i suddetti interessi, i dati possono essere conservati o ceduti ad altro titolare purché siano attuate e mantenute adeguate garanzie per i diritti e le libertà degli interessati e siano messe in atto idonee procedure e tecniche organizzative per la sicurezza dei dati- in particolare la loro nimizzazione- o altre procedure che non consentano l’identificazione dell’interessato.

La visione garantista della tutela dei dati personali del codice si esalta anche nella definizione delle modalità del trattamento dei dati personali.

Ai sensi dell’articolo 101, si qualifica per:

  • non dover essere lesivo per l’interessato,
  • non dover perseguire scopi diversi da quelli per cui i dati sono stati raccolti,
  • dover essere coerente con le regole deontologiche promosse dal garante e vincolati per “per i soggetti pubblici e privati, ivi comprese le società scientifiche e le associazioni professionali, interessati al trattamento dei dati a fini di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica” (art 102)

Le regole sono quindi  tese a garantire i diritti e le libertà degli interessati anche nell’ambito dell’archiviazione e per quanto concerne i criteri per la consultazione e le accortezze per la comunicazione e la diffusione.

Nel periodo di transizione, fino all'entrata in vigore delle nuove regole, sono vigenti gli attuali codici deontologici fra cui il “Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento di dati personali per scopi storici” da sempre caposaldo del sistema di governance di gestione dei dati di Italarchivi.